Una legnaia ordinata
per la stagionatura della legna da potatura

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La potatura autunnale degli alberi è un’ottima occasione per rifornire la legnaia di legna per riscaldare l’abitazione o la serra. Il riscaldamento a legna è tra l’altro particolarmente sostenibile dal punto di vista ambientale perché:

– usare legna locale permette di mantenere puliti i boschi e non crea disboscamento. La legna che viene lasciata marcire nei boschi sprigiona più CO2 di quella rilasciata in stufe e caminetti moderni. Il sistema boschivo in Italia è in crescita da decenni quasi raddoppiato negli ultimi 50 anni.
– la legna da ardere se procurata localmente ha bassissimi livelli di energia grigia cioè quel costo occulto che paga la collettività per il suo trasporto e produzione.

Il legno tagliato, prima di diventare combustibile, deve essere stagionato. Si consideri che, a grandi linee, dopo 24 mesi dal taglio il rendimento del combustibile sarebbe ottimale mentre dopo solo 12 mesi il rendimento stesso della legna sarebbe inferiore di circa il 20-25%.

Ogni tipo di legna ha una resa calorifera differente; la legna migliore è quella che abbiamo a portata di mano, che non necessita di trasporto e che permette il rispetto dell’ambiente, ma ne dobbiamo conoscere le caratteristiche per sapere ad esempio che dobbiamo fare un controllo e una pulizia più frequente della canna fumaria o che la stagionatura dovrà essere più lunga per ottimizzare il rendimento.

La legna tagliata e accatastata stagiona più in fretta, poiché è più esposta ad aria e sole. Scegliere con cura il posto dove conservare la legna, poichè dovrà rimanervi per molto tempo. In questa scelta tenere in considerazione quando servirà, quanto è comodo il raggiungimento della catasta e la circolazione attorno al posto di stoccaggio. Non accatastare mai la legna contro il muro di casa o vicino al garage o in un capannone poiché la catasta di legno è un invito per vari insetti. Verificate, inoltre, quali siano le distanze di sicurezza antincendio tra legna e edifici. Evitare di appoggiare la legna a diretto contatto con il suolo: meglio stendere un telo di plastica sotto la legna o, meglio ancora, disporre la pila di legna staccata dal suolo, così da permettere il passaggio dell’aria nella parte basale. Questo vale anche per pavimenti in calcestruzzo. Per alzare la pila da terra, utilizzate due assi parallele o uno scaffale apposito.

Spaccalegna

electric log splitter with wood and trunks

Lo spaccalegna è una macchina capace di dividere in due o più pezzi un legno disposto verticalmente o orizzontalmente imprimendo la forza su un coltello di taglio disposto longitudinalmente alle fibre legnose, la legna ottenuta della stessa pezzatura serve per alimentare stufe, cucine, caminetti o caldaie. In commercio esistono spaccalegna orizzontali e verticali, la scelta deve essere dettata dalle necessità, per un uso saltuario e personale è consigliabile uno spaccalegna orizzontale; le dimensioni ed i pesi sono altri parametri da tenere in considerazione, i modelli più piccoli ed economici hanno ruote che permettono una facile movimentazione, crescendo con le potenze di taglio cresce anche il peso ed il numero di persone necessarie a portarlo sul luogo di lavoro.
Le parti fondamentali di uno spaccalegna sono:

– telaio
– poggiapezzi
– spingipezzo
– cuneo taglialegno
– comandi
– impianto oleodinamico
– motore

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